SISTEMI   DI   DIFESA

ed   ARCHITETTURA  FORTIFICATA

                         in   ABRUZZO

                                                      

           Realizzazione di Gianni Di Muzio

                                           e Carlo Di Tizio

 

 

Questa ricerca è stata presentata al pubblico con una proiezione di diapositive il 25 Gennaio 1994, alla Biblioteca De Meis di Chieti,dal titolo :

 

“ sistemi di difesa e di architettura fortificata in Abruzzo ”

 

 

 

 

Il patrimonio dei castelli e delle torri di avvistamento, qui in Abruzzo, è cospicuo.

 

Senz’altro, l’Abruzzo, rappresenta la Regione con il maggior numero di castelli e di torri, anche se, purtroppo, il degrado delle costruzioni   è spesso elevato.

 

Diversi castelli sono giunti fino ai nostri giorni in ottimo stato di conservazione, mentre altre costruzioni sono ormai ridotte a ruderi………..

 

 

 

 

 

 

 

 

1) Questa proiezione non vuole essere un’ elencazione completa di tutti i castelli e di tutte le torri d’Abruzzo, che sono nell’ordine di alcune centinaia, ma far  conoscere i sistemi di difesa e di quella architettura fortificata che si è sviluppata   in Abruzzo dal X secolo al 1500…….

 

 

 

 

 

2) All’inizio del 1000 d.C. in Abruzzo, fatta

 

eccezione per due sole città, Teate (Chieti) ed Interamnia

 

(Teramo), il territorio era molto spopolato:

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


3)      Si contavano meno di 400.000 persone in tutto l’Abruzzo.

 

Infatti, le invasioni barbariche, le incursioni saracene, le lotte

 

interne degli stessi Longobardi che si erano insediati in Italia…..

 

 

4) nonché le epidemie e le carestie avevano causato la scomparsa

 

degli antichi centri abitati, prima dalle popolazioni italiche  e poi

 

romane………..

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Casalbordino (CH)

Ruderi del Monastero di Santo Stefano in Rivo Maris……..

 

5) Non ci sono pervenute, in Abruzzo, opere fortificate di impianto

anteriore al 1000, mentre la Regione vanta tesori ben conservati 

d’arte monastica………

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


6)Abbazia di San Clemente a Casauria (secolo VIII)…….

 
7)  Da dati storici noti,

sappiamo che solo dall’inizio del

secondo millennio ebbe inizio,

anche in Abruzzo,l’architettura

fortificata ……………….

spesso con edificazioni su

Fondamenta di opere romane

preesistenti……

 

La Torre cilindrica

 di Bominaco …….

(Caporciano-AQ)

 

 

8) Si attribuisce proprio alla conflittualità tra i gruppi

longobardi insediati sul nostro territorio, con inizio intorno al

1000, la costruzione delle opere di difesa ,accentrate, per lo più, in fortezze isolate, in castelli; mentre nelle vicinanze, di solito, si sviluppano i borghi per raccogliere la scarsa popolazione del feudo.

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


9) La divisione amministrativa e militare attuata dai longobardi aveva determinato l’istituzione dei gastaldati, contribuendo allo sviluppo delle opere fortificate in tutto il  medioevo.

 

 Infatti, il gastaldo  risiedeva in un luogo ben difeso e di solito più elevato, per dominare il territorio.

 

 Questo regime feudale segna l’inizio delle opere e delle costruzioni fortificate.

 

10) Torre pentagonale di Roccapreturo…..(Acciano-AQ)

       

11) Il feudalesimo longobardo è causa determinante per la nascita di queste prime costruzioni fortificate, per altro edificate con opere

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

…..poco adatte alla difesa,anche se anteriori all’invenzione della polvere da sparo ……..

 

 

 

 

12) ….e  a volte costruite  con materiali poveri, come pietre e  ciotoli, che ne hanno determinato anche il rapido decadimento…….

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Castel Menardo-Serramonacesca…..(PE)

 

13) Bisogna riconoscere, però, il merito di opere più solide e di vaste dimensioni in Abruzzo ai Benedettini di Montecassino che, con i loro programmi di immigrazioni nella Valle Peligna e nell’Aterno, hanno contribuito alla edificazione di borghi fortificati e di rocche……….

 

 

 

 

Castello di Beffi……(Acciano-AQ)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

14) ……oltre a ben solidi monasteri .dotati di mura di cinta,che avevano il controllo di vasti possedimenti territoriali in Abruzzo…..

 

 

 

15) L’architettura fortificata abruzzese medievale, fino al 1400, si può considerare allineata con l’architettura castellana di tutto il resto d’Italia…….mentre il patrimonio immobiliare abruzzese  è considerato tra i più cospicui di tutte  le  Regioni italiane.

 

 

16)  Questa architettura castellana  deve  intendersi principalmente come sistema di difesa, attuata mediante una costruzione e quindi come difesa statica………

 

17) Qui vediamo il superbo castello di Balsorano (AQ), con caratteristiche costruttive e di difesa di ottima

conservazione, tra i più belli d’Italia.

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


18) Quando si parla di castello ci si riferisce ad  architettura fortificata e si usa l’aggettivo  “statico” per intendere una difesa passiva, cioè, una difesa delle persone che si trovano dentro l’immobile, in quanto si affida alla costruzione il compito di scoraggiare o limitare o ritardare l’azione dell’assalitore.

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Il Castello “FORTE”

di AVEZZANO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

19) Qui vediamo il possente castello forte di Vasto, che incute timore da lontano e scoraggia l’aggressore con le possenti mura della sua costruzione. Questa era la  difesa passiva, affidata

alla costruzione di alte e spesse cortine in muratura……..

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


20) Le possenti mura di Bominaco………(Caporciano-AQ)

       come difesa estrema…………

       non hanno resistito a Fortebraccio da Montone…….

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


21) Anche le mura megalitiche avevano una funzione di difesa…..

 

 ,,,,,,,,,,come le mura che stiamo vedendo di Monte Pallano, dove le popolazioni si ritrovavano per una maggiore difesa contro le fiere, i predoni e……… assalitori nemici……...

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


22) Opere di muratura:  qui stiamo vedendo la cinta muraria con torre ed un varco di CollePietro (AQ).ove l’ingresso è limitato ad un solo punto , più facilmente difendibile e controllabile……..

 

 

 

 

COLLEPIETRO

        (AQ)

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

23) Da questo ingresso comune si accede all’ingresso del “pago” fortificato, denominato ricetto…….

 

……..stiamo vedendo la porta d’accesso al “ricetto” di Castel del Monte (AQ), tra i più ben conservati nel suo genere in Abruzzo, come via d’accesso al nucleo di centro del borgo……….

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


24) Qui vediamo una feritoia di Roccacalascio(AQ).

La difesa statica entro le mura di una costruzione, proseguiva, in genere, anche con una parte attiva, mediante certi accorgimenti architettonici nelle mura stesse…….. per esempio le feritoie….

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


25) ……..e qui ne vediamo una

 nel castello di Ortucchio,

 costruita a spessore di mura,

  ad andamento

 
 verticale,

 strombato nella parte interna,

 per consentire una maggiore

visibilità dall’interno e per dirigere

la direzione dei tiri……..

 

 

 

 

 

 

 

 

26)……….e qui vediamo dall’esterno una strombatura nel Castello di Ortucchio ………

  Dall’interno del castello ,con la strombatura della feritoia il difensore poteva meglio governare l’uso dell’arco….. ed in seguito anche apparecchi balistici ed armi da fuoco.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


27)Qui vediamo un’altra feritoia del Castello Di Capestrano dove si nota, nella parte esterna, la ridotta dimensione dell’apertura,in modo da rendere improbabile il passaggio di un qualsiasi corpo

contundente o di uno strumento di offesa dell’assalitore.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


28) L’elemento ricorrente di difesa statica, in tutti i castelli, è il merlo………

 qui vediamo i merli del castello di Capestrano…….

…. merli, di solito, con un camminamento interno……

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


29) I grossi merli di difesa ad altezza d’uomo (come quelli che stiamo vedendo), intervallati da spazi per rendere libera l’azione di lancio del difensore dall’alto ,fungono da scudi o da ripari contro

l’aggressore e ci è facile immaginare il loro uso durante un’azione d’assalto…….

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


30) qui vediamo le mura merlate del castello di Lanciano.

L’importanza dei merli è ancora più evidente se si pensa al vantaggio che aveva il difensore dietro la cortina merlata, potendo lanciare frecce od altri corpi con la forza impressa dall’alto, con il vantaggio derivante dai rapidi spostamenti dietro il manufatto fisso del merlo rispetto all’assalitore in basso, impacciato dal suo

 

armamento,lento e vulnerabile dall’alto.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


31) Osserviamo questo bel manufatto del castello di Salle (PE), potendo lanciare frecce od altri corpi con la forza impressa dall’alto, con il vantaggio derivante dai rapidi spostamenti dietro il manufatto

fisso del merlo rispetto all’assalitore in basso, impacciato dal suo armamento, lento e vulnerabile

in basso ……..

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


32) qui vediamo una prospettiva di difesa dall’alto delle mura merlate del castello di Celano.

 Il tiro frontale, però, non sempre era di efficacia massima essendo un tiro atteso e visibile dall’assalitore e quindi tale da potersi schivare od essere parato da uno scudo…….

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


33) quindi poneva seri problemi a castelli a mole quadrata, come questa che vediamo di Pereto.

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


34) ……..la tecnica più evoluta, come vediamo al castello di Celano, prevedeva agli angoli del fortilizio, lungo la cortina muraria, delle torri o dei bastioni che fuoriuscivano dal profilo ,in modo da sottoporre l’assalitore ai tiri di fiancheggiamento, E’ evidente la maggiore possibilità di colpire l’assalitore con tiri laterali ……

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


35) Qui vediamo i torrioni angolari del castello di Pacentro, evitando quegli angoli morti di visuale che potevano permettere all’aggressore di ripararsi lungo la base della cinta muraria…..

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


36) Ecco delle ben

 conservate mura

merlate poste sul

 torrione, ai lati

 del castello di

 S. Stefano

 di

 
Sessanio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

37) …..   e  i  bastioni, al pari delle torri merlate, poste sul torrione, ai lati del castello di Capestrano, venivano costruiti a distanza utile per la gettata delle frecce: 35 – 40 mt.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 


38) I tiri laterali, con arco e frecce, venivano detti di fiancheggiamento ed erano già noti nelle costruzioni romane o bizantine, fino alle costruzioni alto medioevali come questa che vediamo del XII secolo del castello di Roccacalascio

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


39) Specie nel medioevo, era in uso una tecnica costruttiva mascherata di apertura nel pavimento, che veniva fatta nei punti di passaggio obbligato del nemico, nota come “botole”…… per far cadere l’aggressore verso il basso………

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


40)…..e le “ piombatoie”, cioè  ….

aperture al soffitto, per colpire

l’assalitore dall’alto ,con getto di corpi

solidi o liquidi bollenti…….

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 


41) Qui vediamo Civitella Del Tronto, una fortezza ben conservata fin ai tempi nostri, che ha resistito benissimo a molti assalti.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


42) La stessa funzione di imprigionare o di fermare l’avanzata del nemico poteva essere svolta dalla grata a ghigliottina che, abbassandola……

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


43) ….a comando,

 dopo il passaggio

 degli armati,

  bloccava i nemici in uno

 spazio ristretto,

 dove venivano

 

 sopraffatti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

44) Qui vediamo la feritoia laterale di un palazzetto di S. Stefano di Sessanio, con evidenti funzioni di tiro laterale, con archibugio a tiro teso, dall’interno, in direzione della porta d’ingresso…..

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


45) Dove la fantasia costruttiva, però, trova più spazio , come ci ha descritto la letteratura e come ci ha mostrato tante volte il cinema, è nei “fossati e nei “ponti levatoi” (qui ne vediamo un esempio

al castello di Salle).

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


46) qui osserviamo il ben conservato apparato del ponte levatoio del castello di Fagnano Alto.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


47) e qui vediamo il ben conservato apparato del ponte levatoio di Ortucchio  del XV secolo (1488) ,dei Piccolomini, su una rocca che

dominava il Fucino…….. dotato di fortificazioni per la difesa con armi da fuoco, come cannoni a palle di pietra e archibugi.

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


48) alle mura merlate sono sostituite, per la difesa, nel XV secolo, le feritoie a due occhielli, uno per l’ arma da fuoco e l’altro per la mira. Ne stiamo ammirando uno al castello di Ortucchio.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


49) Come castello sul lago, con il fossato completamente circondato dalle acque, Ortucchio, godeva di tre ordini di difesa: il ponte levatoio, il fossato preceduto da una passerella retraibile e il

mastio isolato dentro le mura, per una difesa estrema.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


50) Per l’arrivo dal lago e  anche come possibile via di fuga, il castello , sul retro, aveva un varco sotto le mura per l’accesso di imbarcazioni (qualcosa del genere in Italia l’abbiamo a Sirmione).

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


51) Anche l’apparato a sporgere verso l’esterno (qui vediamo la torre di Fontecchio) retto da mensole in pietra, dette “beccatelli” e alternati a spazi per il getto dall’alto di corpi……

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


52)…. aveva grande effetto contro

 l’assalitore ,che poteva essere

 colpito proprio sotto le mura del

 castello, anche con oggetti pesanti

 come pietre, dall’alto verso il basso

 e a piombo (qui stiamo

 
vedendo i

 beccatelli del castello di Fontecchio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

53) La difesa piombante deriva dalla possibilità del lancio degli oggetti dall’alto, modo tipico dell’apparato a sporgere alla quale si aggiunge il vantaggio del controllo laterale dei fianchi della

costruzione. Qui vediamo il castello di Fagnano Alto.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


54) Notare l’apparato a sporgere dei bastioni del castello di Navelli che si presenta come una garitta sopraelevata, con visuale dall’alto e laterale, del XV secolo, contiene delle feritoie per

 
archibugi.

 

 

 

 

 

 

 

 

55) Mostriamo l’apparato a sporgere del palazzetto fortificato di Brecciarola (Chieti)

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


56) Questi apparati a sporgere (qui vediamo il palazzetto di S. Nicandro) nella tecnica costruttiva ebbero la massima fortuna nel ‘400, epoca dalla quale iniziarono le costruzioni dei palazzi fortificati………

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


57)…….anche per combattere il brigantaggio…….

 A volte si formavano vere e proprie bande di briganti che vivevano in caverne nascoste fra le montagne ……

 Stiamo vedendo delle scritte su roccia ,alla “Tavola dei Briganti”,sul BlockHaus della Maiella …….

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


58)  Avendo bisogno di rifornirsi di cibo, i Briganti assaltavano aziende ricche e ben fornite di derrate alimentari. Questa è una bella casa agricola fortificata sulle alture di Palena, che ha resistito agli attacchi ……del tempo……e degli assalitori…..

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


59) l’uso di artiglieria, sempre più frequente dopo il ‘500, costrinse le tecniche architettoniche a costruzioni di mura sempre più spesse, con bastioni fortificati, come  la cinta muraria che qui vediamo, del castello aragonese di Ortona,

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


60) ….o quella del forte spagnolo dell’Aquila. Si sa che attacchi seri con bocche da fuoco, questa fortezza dell’Aquila non ne ha subiti, neanche al passaggio degli eserciti francesi, proprio perché

la sua tecnica costruttiva ne scoraggiava l’attacco……

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


61) l’architettura fortificata in Abruzzo, ha una distribuzione tutt’altro che omogenea, sia nelle forme che nel materiale di costruzione che ha influito, in modo considerevole, sulla staticità del manufatto, come dimostrano questi ruderi del castello di Popoli, costruito in ciotoli e pietre…….

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


62) ….oggi diruto sia per effetti tellurici, che per aver subito assalti.

 Qui vediamo

il castello recinto di

 
Barisciano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

63) Il castello di Lanciano, costruito in muratura di mattoni, ha resistito meglio alle intemperie ed ai terremoti.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


64) mentre il castello di Monte Odorisio, ha ceduto solo nei punti più deboli……

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


65) Oggi il degrado dei castelli e delle torri, è molto elevato ( qui vediamo il castello di Archi)

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


66)……mentre il castello di Tocco a Casauria si è discretamente conservato. Molto è dipeso dal materiale di costruzione, escludendo altre cause e fattori come guerre ed attacchi di assalitori.

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


67) Un tipo di architettura fortificata, con una sua specifica funzione di difesa per un intero paese (200 – 300 anime), è la cinta urbica, come quella che qui vediamo del castello d’Ocre, giunta in

 

pessimo stato di conservazione delle mura, fino ai giorni nostri.

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


68) in genere, il paese, si difendeva con un “castello recinto” (qui vediamo quello di S. Pio Delle Camere), ove gli abitanti del paese si riunivano in caso di assalti di bande di predoni o di saraceni,

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


69) …che imperversavano sulle nostre coste, spingendosi fino all’entroterra, dal IX secolo fino al XV…..

stiamo vedendo il castello di Sette……prima della ristrutturazione…..

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


70) mentre qui vediamo il castello recinto di Roccacasale, costruito nella parte più alta del paese ,per una migliore difesa estrema…..

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


71)…….difesa  contro gli assalitori … dove venivano ammassate, con le persone, anche le suppellettili,viveri ed animali di allevamento.

La serie di castelli – recinto nell’Aquilano comprendeva, oltre S, Pio delle Camere, Roccacasale…..

……Barisciano

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


72) Castello-Recinto di Barisciano (AQ)

 

 

 

 

73) Un’ importante funzione di difesa preventiva era costituita dalle torri di avvistamento: qui vediamo quella di Cerrano, lungo la costa Adriatica di Silvi, costruita per avvistare, da un punto di vista strategico, l’arrivo delle imbarcazioni dei saraceni pirati…… la costruzione solida della torre permetteva anche una difesa di un gruppo di armati…..

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


74) Queste torri erano poste a distanza visibile l’una dall’altra…., qui vediamo la torre Anelli Fieramosca (dalle parti del cimitero di Chieti), posta su un’altura ,per un miglior controllo del territorio ,a vista con la torre di Ripa Teatina.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


75) (Qui vediamo la torre della Fara, di Celenza sul Trigno; le guardie avvistato il pericolo, accendevano, sulla parte alta della torre stessa fuoco di notte o facevano fumo di giorno……… per allertare la

popolazione……  

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 


A proposito della funzione di allarme, per i cittadini, dalla torre di avvistamento, raccontiamo una memoria del monaco Domenicano Serafino Razzi, contenuta in un suo manoscritto conservata nell’archivio Generalizio dei Domenicani di Roma. AGOP, XIV, L. M., ff. 11-19. che scrive:

”Accadde pertanto in questa notte delli 6 giugno 1575 che passando tuttavia Navilli e barche per la fiera di Lanciano, e costumando di dar il nome alle guardie che sopra certo torrione tien la terra alla

marina, si abbatterono a passar certe barche, le quali, forse dormendo i padroni, per esser il vento prospero, e veleggiando presso terra, non risposero mai alle guardie, ne diedono il nome. Onde entrate dette guardie in sospetto, che non fossero fuste turchesche, entrando nella terra si diedono a sonare certo campanello loro rimaso, a tocchi et all’armi, e gridando scampo e fuga  Onde la misera terra pieno di spavento, tutta commossa, con molta sollecitudine incominciò a fare fardello delle più preciose cose, et inviar le donne per porta di terra verso la montagna. Noi altresì al rumore delle voci humane, et al rintoccare del detto campanello, saltando il letto, e rivestendoci ci raccomandavamo a Dio, e detestavamo la nostra disgrazia in che quella sera ci eravamo così

malamente abbattuti. E stando le donne di casa, e le figlie e moglie dello ospite nostro in procinto con i loro fardelli in capo per pigliare la fuga, venne certo avviso come le barche predette non erano fuste turchesche ma di mercanti, e come per essersi i padroni alquanto addormentati, non avendo dato in quella maniera risposta alle guardie, erano stati causa di tanta sollevazione a quel popolo, altra volta scottato “.

(Francavilla a Mare aveva già subito una scorreria “ turchesca” circa dieci anni prima, nel 1566, ed aveva subito distruzione delle mura, uccisioni, sequestro delle donne e di animali, chiese quasi distrutte ,con furti di campane: perciò il monaco parla di “campanello” rimasto alle guardie per dare l’allarme…..)

 

76) Anche con il suono delle campane

 si allertava la popolazione (qui stiamo vedendo

 la torre di

 

 
Civitaretenga,

 con campane).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

77) La torre costituisce il tipo più semplice ed originario dell’architettura fortificata, specie se è in posizione elevata è preceduta da una cinta di mura esterna, nota come “Rocca Cintata”, per accrescere la difesa di assalto iniziale (qui stiamo vedendo la rocca cintata di Barisciano.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


78) In genere la torre ha due funzioni importanti:”l’avvistamento” prima, grazie alla posizione elevata, e la segnalazione poi; ma può avere anche importanti funzioni di “controllo”, se posta in un passo importante della viabilità (qui stiamo vedendo la torre di controllo di Forca Di Penne).

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


79) la torre, invece, di solito localizzata in punti strategici, voleva avere una funzione di limitata difesa, per avvistare e frenare l’avanzata degli assalitori (stiamo vedendo la rocca cintata di

Guardiagrele) e permettere una difesa più organizzata delle persone all’interno della cinta muraria…….

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


80) Nella forma, in Abruzzo, esiste una tipologia molto varia: torre a base quadrata come quella che stiamo vedendo di Spoltore,

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


81) a base circolare, che sono poi numerose, come la torre di Ripa Teatina,

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


82) questa aveva comunicazione con la torre quadrata di Chieti, detta dell’Arcivescovado, costruito da Colantonio  Valignani,nella seconda metà del XV secolo;

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


83) a base pentagonale (Roccapreturo) o poligonale, come quella di Alfedena ,

o di Piscina, che stiamo vedendo……

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


84)   Torre a puntone, che si presenta quadrata alla base e circolare in alto, come quella di Trasacco;

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


85) Torri triangolari….

……qui vediamo la torre triangolare di Montegualtieri. Questa tipologia di torri ( come le torri tonde) che  si è resa necessaria per adeguarsi ad una nuova forma di attacco,fatta per mezzo di cannoni , che inizialmente, nel XIV secolo, erano a proiettili di pietra…….

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


86) Quindi queste torri (qui vediamo un’altra torre triangolare che trovasi a Bussi, chiamata torre Sutrium), avevano la funzione di deviare i proiettili, con poco danno …. venivano costruiti su

quei terreni che, per la loro conformazione, avevano pochi posti favorevoli dove piazzare i cannoni…….

 

 

 

 

 

 

…..a quei punti facevano corrispondere uno spigolo, che meglio avrebbe deviato i proiettili….

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


87) Poi vi erano torri a coronamento di un castello recinto (qui vediamo Beffi),

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


88) o avente un ruolo di mastio (come quello che qui vediamo, di Pacentro),

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


89) Le torri costruite con l’intento di difesa, sia pure estrema, sono state costruite merlate in alto o addirittura  con apparati a sporgere (qui vediamo i beccatelli della torre di Cocullo).

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


90) Altre torri sono state costruite in posizioni strategiche su passi di altura, come quella che stiamo vedendo di Forca di Penne

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


91) o alla foce di fiumi, o in alto, in posizioni strategiche, come la torre di Casoli, per meglio controllare la zona. Attualmente domina il lago omonimo artificiale che stiamo vedendo…..

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


92)…..o torri per il controllo di porti, come le torre di Punta Penna che stiamo vedendo, ancora oggi utilizzata….

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


93) L’opera fortificata più difendibile rimane, comunque, il “fortilizio” , con possenti torri laterali ed il mastio.

 In Abruzzo ne è  un esempio tipico il castello di Roccacalascio, che ha anche la caratteristica di essere posto ad altezza considerevole (1400 mt.) che domina tutta la valle del Tirino, con basamento fortificato ed alta cinta muraria squadrata.

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 


94) Vi sono elementi tipici del castello fortificato del ‘300, con funzioni anche residenziali ed autosufficienti, come quello che stiamo vedendo…… il castello fortilizio di Gagliano Aterno,

 costruito per essere anche dimora ed abitazione, con stanze confortevoli….

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


95) ….con cortili interni, loggiato, con pozzi per attingere l’acqua; tutt’intorno cintato da mura merlate (qui vediamo il cortile interno del castello di Capestrano)

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


96) Vediamo anche il castello fortificato a pianta regolare, ben solido,di Tocco da Casauria,anch’esso abitato fino ad un secolo fa….

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


97) La’  dove la posizione del paese lo permetteva, sull’alto di un colle o su crinali rocciosi, la tecnica costruttiva di difesa privilegiava l’andamento del terreno  (qui vediamo, sulla cima di un’altura,l’imponente castello di Roccascalegna).

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


98) Altrove si preferiva un tipo di architettura che cingeva l’intero colle di mura (qui vediamo un esempio nei resti del castello di Pescosansonesco);

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


99) oppure si preferiva costruire un intero “borgo fortificato” con mura merlate e torrioni da sembrare, da lontano, un unico castello. Un esempio tipico in Abruzzo lo troviamo nel bel conservato Castel Camponeschi.