Il    CHRONICON   CASAURIENSE

 

LIBER  INSTRUMENTORUM

SEU   CHRONICORUM 

MONASTERII  CASAURIENSIS

SIVE DE CASA  AUREA.................

 

 

Negli ultimi anni del XII  secolo un monaco emanuense dell’Abbazia del Monastero di San Clemente a Casauria iniziò a scrivere l’opera più preziosa d’Abruzzo giunta fino ai giorni nostri……..ma conservata in Francia ,alla Biblioteca Nazionale di Parigi.

Per fortuna esistono copie fotostatiche del manoscritto latino n.5411 della B.N.P. (Amministrazione Provinciale de L’Aquila – ed. 1982), le cui pagine riprodotte meritano un rinnovato attento esame,per decifrare ancora meglio l’esatto significato di ogni rigo…… già studiato e tradotto in gran parte  da  esperti ….(cfr.Ughelli ….Muratori ).

Si sa che l’antico testo del “Chronicorum….”descrive la storia del cenobio di San Clemente a Casauria dalle origini,facendo la cronaca degli avvenimenti più importanti negli anni del Monastero e le vicende sulla traslazione del corpo di San Clemente….

Ma lo scopo più importante del testo manoscritto su pergamena (di 272 fogli) è stato certamente quello di elencare i vasti possedimenti del cenobio,come una vera rilevazione catastale e con la stessa valenza di un atto notarile o legale dei beni posseduti…….

 

 

Dal frontespizio apprendiamo il nome del monaco emanuense……….Iohannem Berardi…..ma si ritiene che l’opera è stata patrocinata dall’Abate Leonate,che reggeva pro-tempore il Monastero di San Clemente a Casauria….

La cronaca del Monastero si presenta sempre nel margine interno del testo scritto,incorniciato in rosso,a volte a sinistra e in altre pagine stranamente,come un’immagine speculare, sulla destra di chi legge….

La scrittura somiglia molto al gotico minuscolo(solo i capoversi sono in rosso e maiuscolo),ma è stata ritenuta una “tarda carolina minuscola”,data l’epoca dell’opera (1180-1200).

 

 

 

Si deve ritenere il monaco emanuense Giovanni Berardo molto esperto del territorio d’Abruzzo,in considerazione delle esatte descrizioni geografiche dei luoghi dove erano ubicati i beni posseduti dal Monastero…….

Non sappiamo come si sia potuto salvare questo prezioso testo,in seguito alle devastazioni operate sul Cenobio da parte dei Saraceni…….. invasori anteriormente al 1494,poiché in quell’anno scese in Italia Carlo VIII e se ne impossessò,portando in Francia per sempre il prezioso Chronicon…

                                                  Gianni Di Muzio