Il Campanile del Duomo

                    di  Atri (Te)

 

 

          a cura di Gianni Di Muzio

 

 

 

Si deve considerare una vera benedizione divina ,per noi Abruzzesi,l’arrivo nella nostra Regione (……allora Regno di Napoli) del Maestro  Antonio di Lodi,nella seconda metà del XV secolo…….

Dobbiamo a questo grande Architetto Lombardo le parti alte dei più bei campanili del Teramano……….e  di Chieti.

Questo insigne  Architetto e Costruttore è ricordato con apprezzamenti e magnificenze dall’Antinori,dal Nicolino,dal Bindi………e citato spesso dal Gavini e dal Moretti,grandi artefici dei libri di Storia dell’Architettura in Abruzzo.

Sarebbe lungo e tecnicamente impossibile descrivere le novità architettoniche portate nella seconda metà del quindicesimo secolo in Abruzzo dal Maestro Antonio di Lodi………..ma è certo che destò meraviglia e ammirazione all’epoca ed ancora oggi……….per la perfezione stilistica che ha superato il giudizio del tempo e per la solidità delle costruzioni………….che hanno resistito anche ai ben noti terremoti in Abruzzo  del 1456,1561,1563, del 1639,del 1654,del 1703,del 1706…….……

Il Maestro Antonio di Lodi è stato invitato a lavorare in Abruzzo dopo i gravosi terremoti del 1456-63,trasferendosi (con tante probabilità) insieme alla sua famiglia e alle varie maestranze Lombarde,poi insediatesi in terra d’Abruzzo,visto che i lavori occupavano per l’intera generazione……….facendo istruzione anche ai costruttori locali……. (vedi la famosa “Scuola di Atri”).

Il concetto base architettonico del Maestro Antonio di Lodi sovvertiva radicalmente il modo tradizionale di costruire i campanili:

-non solo alti prismi quadrati terminanti in un tozzo tetto a copertura,ospitanti al massimo l’apparato campanario o merlature a torre……..bensì strutture slanciate sovrapposte all’ultimo ordine di livello murario; costruzioni sopraelevate sul terrazzo del campanile,con cuspidi piramidali…….

Cito il testo di Ignazio Carlo Gavini in “Storia dell’Architettura in Abruzzo”-Vol.111-Pag.19:

“…….al posto del tetto una terrazza e,sopra,un ultimo ordine a sezione ottagonale e copertura piramidale,dovevano aggiungere al torrione l’aspetto slanciato ed elegante dei campanili nordici”.

Più delle parole……….ecco in foto come si presenta ancor oggi lo svettante campanile del Duomo di Atri:

 

Atri : il Campanile del Duomo

 

Importante caratteristica costruttiva del Maestro Antonio di Lodi è l’utilizzo del laterizio,un bel mattone ribassato, pressato ,compatto e solido, cotto,da assumere una colorazione rossastra…….

In foto si può notare il differente materiale da costruzione utilizzato:

la parte del campanile preesistente all’intervento del Maestro Antonio di Lodi è in blocchi squadrati di calcare e tufo (il campanile era stato costruito,nei primi quattro livelli,nel X111 secolo,dopo la Cattedrale,che è del X11 sec.); l’ultimo livello ottagonale con la cuspide a piramide è in laterizio (seconda metà del XV sec.).

 

Atri: la cella cuspidata, in laterizio, a sezione ottagonale,

        del Campanile del Duomo ,eretto dal Maestro Antonio di Lodi

 

 

 

L’Architetto Lombardo iniziò la costruzione  della cella cuspidata dalla cornice ad arcatelle dell’ultimo ordine del prisma quadrangolare,arcatelle pensili ripetute in cotto sugli otto lati della cornice della sopraelevazione.

Da notare le torrette sovrapposte sulle lesene angolari dei quattro spigoli del campanile……….

 

Atri: la cella cuspidata e le torrette sulle quattro lesene angolari

         del Campanile del Duomo-Santa Maria Assunta

 

Rafforzano gli spigoli del prisma ottagonale sopraelevato dal Maestro Antonio di Lodi otto robuste lesene angolari in laterizio,collegate tra loro dalle arcatelle pensili,terminanti anche con otto torrette agli angoli,in corrispondenza delle otto lesene.

 

Atri : la cella cuspidata,con otto lesene angolari

          nel Campanile della Cattedrale-S.Maria Assunta

 

Questa costruzione dell’ultimo livello del campanile,a forma di prisma ottagonale,assumeva da lontano un aspetto tanto slanciato,da sembrare formato da due piani sovrapposti,dove al primo venivano traforati per ogni lato delle alte bifore ed al secondo degli oculi.

 

Atri:il prisma ottagonale dell’ultimo livello del campanile       del Duomo,con bifore ed oculi per ogni lato della cella cuspidata

 

In aggiunta alla policromia del manufatto,in laterizio rossastro del cotto,in contrasto con il grigio del calcare e il marrone del tufo,il Maestro Antonio di Lodi volle aggiungere ai bordi degli oculi, sotto le arcatelle e alle fasce di coronamento, colorate “scodelline invetriate” ……..

 

 

Atri : la cella cuspidata del Campanile del Duomo

          del Maestro Antonio di Lodi

          ……….con le “scodelline invetriate”…….

           (Riprese con tele Nikon 320 mm.)

 

 

Sulla cuspide piramidale il Maestro Antonio di Lodi volle mettere una vistosa sfera dorata e una croce con banderuola………

 

Atri: la cuspide piramidale del Campanile del Duomo

 

   Alberto Di Muzio –Painter

Atri (Te)-Extemporary July 28,1966- Click Here to see Painter Alberto Di Muzio